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16 ottobre 2015 Comments (0) Views: 3073 L’esperto risponde

Gian Maria Gabbiani: Vi racconto un po’ di me!

Gian Maria Gabbiani, classe 1978, è un pilota italiano, due volte campione del Mondo e vincitore dell’ultima Venezia-Montecarlo. Ma forse non è solo un pilota come lo si intende da concezione strettamente televisiva. E’ un pilota seriale, come lui stesso ama definirsi. E’ uno che adora qualsiasi mezzo, che sia la bicicletta, la macchina, la moto, fino ad arrivare alla barca. Uno che le auto le ama davvero, che alla guida si sente realizzato e che si impegna al volante: che stia gareggiando per una gara importante o che, invece, stia semplicemente facendo una sfida tra amici. Infine, è bravo a cucinare ed è stato insignito dal CONI della medaglia al valore sportivo nel 2014.

#1 Chi è Gian Maria Gabbiani. Raccontati, con sincerità e come vorresti che gli spettatori di "Chi Guida Meglio?" ti conoscessero.
Un grande appassionato, un “serial driver” al quale piace guidare in qualsiasi situazione e con qualsiasi mezzo: che sia l’auto, la moto, la barca. Un amante delle sfide, innamorato pazzo di quel che fa.

#2 La tua storia alla guida: raccontacela.
Molto facile, verrebbe da dire. Il mio papà (Beppe Gabbiani ndr) correva in Formula 1. A tre anni e mezzo correvo già sui go kart e dal gioco che era, è diventato qualcosa di più. La mia prima gara la ricordo come se fosse ieri. E, ironia della sorte, era proprio sul circuito di Vallelunga a Roma, dove abbiamo girato il programma “Chi Guida Meglio?”. Guidavo una Formula Renault Campus: fu una gara epica durante la quale mi si era addirittura staccata una ruota e avevo sfiorato la vittoria nonostante la mia giovane età. Per disputare quella gara e raccogliere gli sponsor necessari, ricordo che avevo lavorato anche il giorno di Natale ma ne era valsa la pena. Un altro ricordo bello che ho risale ai giorni in cui presi la patente. Ricordo bene quella sera. Da Piacenza, guidai fino a Milano per passare una serata con gli amici. Un gran senso di libertà. La macchina che ho amato di più è senz’altro l’Audi A3, quella acquistata con i miei sacrifici. L’ho sfruttata fino in fondo, insieme abbiamo girato i circuiti di mezzo mondo. Era il giusto compromesso tra l’auto sportiva e l’auto comoda. Se invece devo dire un modello che mi piace tantissimo è la Porche 911: per design, sportività e affidabilità. La puoi usare per andare al lavoro, per fare la spesa ma è bella come una supercar. Io non amo le auto per lo status che si portano dietro, per la loro etichetta. Le amo perché amo guidarle.

#3 Una cosa che non bisogna assolutamente fare quando si va in macchina e perché.
Mandare sms e telefonare in auto. Distrae a livelli incredibili e non ci si rende neanche conto del pericolo che queste azioni si portano dietro.

#4 Guidare in pista e in strada: differenze e analogie. Cosa bisogna fare per guidare bene, in maniera sicura, in entrambi i casi?
Guidare in pista significa guidare su una strada a senso unico, chiusa al traffico, protetta. Una pista ha dei regolamenti, delle vetture preparate, dei piloti preparati. Ha medici pronti ad intervenire, ha delle protezioni che le vetture di tutti i giorni non hanno. La strada, invece, è proprio l’opposto: c’è la signora Maria di turno che attraversa la strada, c’è quello che guida senza avere riflessi allenati. C’è l’acqua e, soprattutto, ci sono i guidatori che sotto l’acqua non sanno guidare. E’ molto diverso. E credo che, per aumentare la sicurezza di tutti, sarebbe utile organizzare oltre ai corsi di guida sicura, anche corsi di guida limite. Far provare ai guidatori “normali” a controllare la macchina per esempio su un muro d’acqua. Sarebbe molto utile per la vita di tutti i giorni.

#5 Un pilota che ammiri e perché.
Stimo molti piloti anche se, onestamente, non ho miti ai quali ispirarmi. Certo, credo che ci siano delle leggende, come per esempio Ayrton Senna. L’ho incrociato tante volte e devo dire che la sua figura e la sua attività lo portavano al limite della religione. Correva in un periodo in cui il pilota faceva ancora la differenza. Oggi, purtroppo, è più una questione di bottoni e, se devo essere sincero, la Formula 1 mi annoia un po’. Diversa  è la moto dove, per esempio, c’è Valentino Rossi che, per vincere, ci deve mettere del suo. E ce lo mette parecchio bene.

#6 Chi sfideresti alla guida e perché?
Diciamo che ho sfidato tutti coloro che volevo sfidare. Detto questo, per me, ogni sfida è importante. Che sia un Mondiale o una gara tra amici sui go kart, la prendo con la stessa serietà e passione. Mi impegno sempre allo stesso modo e vado sempre alla ricerca della perfezione, quasi che la guida fosse il risultato di una formula matematica.

#7 Che tipo di guidatore sei quando non gareggi?
Un guidatore che sa quello che fa. Conosco tante casistiche, so quando frenare e so farlo prima del tempo, ho l’esperienza per dire che il mio bagaglio sportivo mi ha salvato tante volte.

#8 Da quale tipologia di guidatore è bene tenersi alla larga e perché?
Il guidatore distratto, poi quello sporadico. Eh sì, anche le donne che guidano con i tacchi. Perché? Perché chi indossa i tacchi ha un ritardo nello schiacciare il pedale quando deve fare una frenata di emergenza. Quando si preme sul freno, prima il piede pigia sul tacco e, solo in un secondo momento, sul freno. Quindi, se servono, per frenare, 60 kw, con i tacchi se ne imprimono solo 20. Che, tradotto in metri, significa 10-15 metri di differenza. E la cosa, cambia eccome in fatto di impatto.

#9 Il ricordo più bello che hai della tua carriera da pilota?
La mia prima a Vallelunga, sicuramente. Ma anche il rookie test con la vettura Indie a Indianapolis, i due Mondiali vinti come valore assoluto e poi l’ultima vittoria, il Leone d’oro della Venezia Montecarlo. Perché è una vittoria talmente particolare e unica che davvero me la porterò dietro per sempre. Basti pensare che quando si entra a Montecarlo, ci sono gli yatch che suonano i clacson per capire quanto sia rara l’atmosfera che si respira.

#10 Il ricordo meno bello che hai della tua carriera da pilota?
L’incidente a Monza durante il warm up nel 2007. Era la tappa italiana del Gt Open con la Lamborghini Gallardo ed ero davanti a 100mila persone che tifavano. Fu un brutto momento.

#11 Raccontaci un aneddoto della tua carriera da pilota
Ero a Nuerburgring, nel 2005, durante la 24ore. Una gara notturna e guidavo una Bmw. Ricordo che avevo sentito mio papà il quale mi diede un consiglio che all’epoca giudicai strano: non guardare mai nello specchietto retrovisore. Perché? gli chiesi. E lui non mi disse niente. Poi capii. I fanali delle auto dietro di me erano talmente forti che ricordo che quando andai in hotel avevo ancora i flash bianchi negli occhi… aveva ragione!

#12 Cosa dovremmo imparare dagli stranieri e perché?
Il rispetto dei limiti. Spesso sono in giro e c’è un rispetto differente per le regole.

#13 Cosa pensi delle donne al volante?
Senza voler generalizzare, penso che si distraggano molto facilmente, alcune troppo. Penso che molte non abbiano una vera volontà di migliorarsi e scherzano un po’ troppo sull’errore, sdrammatizzando i problemi, anche se alla guida non si deve sdrammatizzare mai niente. Ovvio, non tutte sono così.

#14 Che programma sarà “Chi Guida Meglio”? E quale sarà il tuo ruolo?
“Chi guida meglio?” è l’evoluzione di “Drive Camp”, un format andato in onda l’anno scorso. E l’obiettivo è quello di percepire determinate logiche della guida sicura. Sarà divertente e utile nello stesso tempo. Io sarò il consulente tecnico.

#15 Ci dai almeno un’anticipazione?
Ci sarà una prova a mio avviso molto simpatica: la prova sotto stress. I concorrenti dovranno rispondere a delle domande mentre sono seduti sul sedile passeggero e mentre alla guida ci sono io che, diciamo, non farò in modo che si tratti di una guida da passeggio….

#16 Le tue passioni al di fuori della guida?
Lo sport in generale. Amo andare in bicicletta, il pugilato, salgo volentieri sul ring, adoro il motocross. Ma amo anche andare al cinema e cucinare. La mia specialità sono i primi piatti.

#17 Il tuo sogno più grande?
Ho una wishing list molto nutrita, devo dire. Ne ho spuntati diversi in questi anni ma, forse, più che sogni ho tanti progetti concreti che riguardano la mia vita di pilota ma non solo.

#18 Che musica ascolti in macchina?
Ho un’anima molto rock, quindi gli ACDC sono imprescindibili. Ma spazio anche su altri generi: dalla classica alla tecno, fino ad arrivare alla hip hop.

#19 Dacci almeno cinque categorie di guidatori.
I distratti, i guidatori della domenica, i neopatentati tardivi, ossia quelli che hanno preso la patente ben oltre i classici 18 anni e che non hanno una cultura di guida, neanche indotta: sono quelli che non si rendono conto che gli errori più banali sono anch’essi pericolosi. Poi ci sono i neopatentati che solitamente sono molto emotivi; e, come dicevo prima, le donne che guidano con i tacchi.

#20 nella tua auto non può mancare…
la musica.

#21 Guidare per te è…
La mia vita.

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